È stata inaugurata questa mattina l’82esima edizione della
Feira del Levante.  La Campionaria
ospiterà oltre 600 espositori nei padiglioni e nelle aree esterne. Migliaia i
prodotti in vendita, dall’automotive ai servizi passando per l’arredamento e
l’artigianato.  Immancabile la Galleria delle Nazioni, il padiglione più
visitato dai baresi, mentre lo Spazio 7 sarà destinato al mondo del benessere e
del relax con “Mediterranean Health & Beauty”, l’evento ideato da Cosmoprof
in collaborazione con Nouvelle Esthétique Acadèmie. La Fiera del Levante
celebrerà anche l’anno nazionale del cibo accogliendo le eccellenze di Puglia,
Sicilia, Abruzzo e Basilicata.

 

L’intervento
del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

“Questo
evento rappresenta da sempre uno dei più importanti appuntamenti italiani. Sono
lieto di inaugurarlo sia da presidente del Consiglio che da pugliese. Da quando
questo governo si è insediato, sono state scritte tante parole sul modo in cui
intende relazionarsi con le imprese. Questa occasione può rappresentare un
momento di chiarimento: il faro che ha mosso la nostra azione è quello che propone
massima attenzione all’interesse dei cittadini. Questo non significa una minore
attenzione al mondo dell’impresa. Gli imprenditori si battono con coraggio
eroico per creare un sistema forte capace di stare sui mercati, capace di
generare ricchezza. Un’impresa che vuole darsi una prospettiva è un’impresa
responsabile sul piano sociale e non può tener conto degli interessi degli
stakeholders. L’8 settembre di 75 anni fa iniziò quel periodo di ricostruzione
morale e materiale di questo paese. Un periodo di crescita economica che ci ha
fatto arrivare al settimo posto tra le potenze economiche mondiali. Questo
esecutivo ha l’ambizione di creare tra i cittadini la stessa ambizione del
futuro che ha animato i nostri genitori. In questo spirito vogliamo adoperarci,
oggi come fu allora, l’apertura al confronto competitivo tra gli altri paesi
irrobustisca la nostra offerta e ampli la visione di futuro. Dobbiamo fare tutto
questo con spirito di coesione”.

“La crisi finanziaria del 2008 ha investito il nostro
paese. Oggi come 75 anni fa la vocazione commerciale del paese ci sta aiutando
a superare la crisi economica. La lenta ripresa è frutto della capacità del
nostro paese di connettersi ai grandi flussi commerciali che non hanno mai
cessato di crescere a parte l’annus horribilis del 2009. Il presidente Trump ha
detto che i prodotti che ama di più sono quelli italiani, invitando i suoi
investitori a puntare sul nostro Paese. Oggi come nel secondo dopoguerra la
forza delle nostre imprese servirà a produrre ricchezze per dar vita ad un
paese più giusto, più inclusivo per i giovani e per coloro che vivono in
condizioni di povertà. La volontà del governo è quella di sostenere chi produce
ricchezza concreta. Ci sono più strumenti da utilizzare: abbiamo bisogno di un
quadro coerente dal punto di vista esterno, riducendo i costi richiesti a
cittadini e operatori economici. Stiamo lavorando a riforme per semplificare la
burocrazia e digitalizzare i servizi per i cittadini, oltre che a eliminare la
corruzione tra gli operatori economici. Sul piano della fiscalità: non posso anticipare
i dettagli della manovra economica ma siamo consapevoli che le prime vittime
dell’incertezza delle prospettive sono gli operatori e le imprese. Infrastrutture:
sono state pesantemente trascurate durante l’austerity. Vogliamo riammodernare
il sistema delle infrastrutture, vogliamo remunerare gli investimenti dei
privati, invitiamo i privati a inserirsi in una logica del bene comune ma vigileremo
affinché nessuno lucri sui beni pubblici”.

“Le nostre imprese hanno venduto beni e servizi all’estero per
540 miliardi di euro. Durante gli anni della crisi alcune imprese non sono riuscite
a tenere il passo dei mercati, ma altre sono riuscite a reinserirsi sfruttando la
qualità del prodotto e le esigenze del cliente. Queste imprese costituiscono la
spina dorsale dell’industria manifatturiera italiana. Il nuovo stabilimento che
ho inaugurato all’aeroporto di Bari è la dimostrazione di questo discorso. La
competizione si fa sempre più agguerrita. Dobbiamo riconoscere che in molti
settori della nostra economia si rischia che alcune realtà industriali vengano
assorbite in gruppi stranieri. Questo governo non può opporsi a queste
evenienze ma vuole aiutare chi si trova costretto a fare questa scelta. Come?
Attraverso la promozione del Made in Italy o attraverso il contrasto della
delocalizzazione. Alcuni paesi hanno approfittato più degli altri del commercio
a causa di una interpretazione propria del mercato. Non tollereremo più questi
atteggiamenti. Il commercio deve essere equo per essere sostenibile”.

Legge di
stabilità

“La misura del reddito della cittadinanza e la riforma
fiscale saranno i due pilastri per varare una manovra economica che porti
equità sociale. Un paese che consuma le proprie risorse, non riproducibili per
alimentare i propri consumi, è come una famiglia che non manda i propri figli a
scuola per farli produrre. Avrà di sicuro un reddito più elevato ma perderà dal
punto di vista culturale e sociale. Un paese che distrugge il suo territorio
per aumentare il suo Pil alla lunga verrà espulsa dal mercato”.

“Questo governo pensa molto al Sud, vogliamo fare del
Mezzogiorno il laboratorio di un nuovo intervento pubblico in economia. Stiamo
studiando gli elementi più efficaci. Vogliamo favorire le giovani start up,
servono infrastrutture fondamentali. Vogliamo lavorare sull’alta velocità, potenziando
il trasporto regionale. Vogliamo migliorare l’utilizzo dei fondi europei. Stiamo
lavorando a una task force per poter avere una sollecitazione ulteriore all’utilizzazione
dei fondi che a volte ci sono ma non sappiamo utilizzarli. Dobbiamo far partire
il porto di Gioia Tauro, contrastando il caporalato e la criminalità
organizzata”.

Ilva

“Questo governo è stato attentissimo alla questione. Sapere
che ci sono delle polveri che mettono a repentaglio la salute dei miei
concittadini mi fa piangere il cuore. Devo ringraziare il vicepresidente DI
Maio che è riuscito a ottenere, con una gara già assegnata, un incremento
occupazionale, garantendo gli stessi diritti. In più abbiamo migliorato notevolmente
il piano della tutela ambientale anticipando i tempi delle misure che
garantiranno la tutela dei cittadini. Non si poteva fare di più”.

“Dobbiamo tutti insieme, senza pensare a colori politici o
appartenenze territoriali, progettare il futuro. I giovani devono poterci
guardare con fiducia. Siamo un governo giovane, dobbiamo essere giovani nell’animo”.

L’intervento
del sindaco di Bari, Antonio Decaro

“Spesso noi politici ci vantiamo di parlare alla pancia dei
cittadini. Io penso invece che sia nostro dovere tirar fuori la nostra voce migliore,
e provare a smetterla di parlare alla pancia e ricominciare a parlare alla
testa dei cittadini. Noi sindaci, anche volendo non possiamo allontanarci dai
nostri cittadini. La vicinanza è il nostro dovere. Di fronte a un ponte che
crolla, a un fiume che esonda, di fronte a tragedie immani come queste, non
esistono più barriere né bandiere, non esistono partiti, campagne elettorali, o
strategie del consenso”.

Palagiustizia

“Questa estate si è consumata nella nostra città una vicenda
paradossale: quella che ha interessato la sede del Tribunale penale di Bari e
la funzione giudiziaria. Da maggio 650 operatori e migliaia di cittadini sono
stati privati del luogo in cui si amministra la giustizia. Di fronte a un’emergenza
di carattere nazionale come questa ci saremmo aspettati una forte unità di
intenti. Invece il ministro della Giustizia ha avuto parole ingenerose nei
riguardi del sindaco, definendomi “irresponsabile” per aver firmato un’ordinanza
che proroga i termini dello sgombero del palazzo che ospita il Tribunale
penale. Un giudizio pesante, da togliere il sonno, anche se, del resto a Bari,
sin dal 1991 siamo abituati a ricevere, da parte delle massime cariche dello
Stato, espressioni amare e inopportune sull’operato dei sindaci. Paradossalmente
mi sono assunto una responsabilità perché in ballo c’era la paralisi totale
della giustizia a Bari. Sì, un sindaco deve fare anche questo: assumersi la
responsabilità. Sì, anche quelle non sue, perché quando si ha una responsabilità
vera, quella che riguarda il futuro della propria comunità, non si può decidere
di non decidere. E se questo vuol dire essere irresponsabili, allora io,
davanti a Lei, mi assumo tutta la mia irresponsabilità”.

Periferie

 “Nuovo vedere, nuovi
parchi, nuove attrezzature per il tempo libero, che generano legami e amicizia.
Possiamo dire ‘sono stati bloccati i finanziamenti per un ammontare di 1
miliardi e 600 milioni di euro destinati a 326 comuni’, oppure possiamo dire
che migliaia di bambini non avranno i loro nuovi parchi, che migliaia di
famiglie continueranno a camminare su marciapiedi dissestati. Confido in Lei,
presidente. Ci dia una mano a ripristinare un finanziamento. Ci dia una mano a
far nascere e crescere quelle piazze dove le persone imparano a conoscersi, a
stare insieme e fidarsi le une delle altre. Quelle piazze dove possiamo provare
a ricostruire la fiducia nelle istituzioni. Ricucendo le ferite, tessendo una
trama delicata e stando vicini”.

Per Decaro potrebbe essere l’ultima fiera da sindaco di
Bari: “Oggi, su questo palco, non posso fare a meno di riprovare la stessa
emozione del settembre di quattro anni fa. Forse sarebbe l’occasione giusta per
fare un bilancio delle tante cose già fatte, di quelle riuscite, di quelle meno
riuscite, di quelle non fatte. Non lo farò. Per le cose fatte in questi anni vi
invito a visitare il padiglione del Comune di Bari qui vicino. È stato un
viaggio merviglioso che ogni giorno mi ha sorpreso, stordito, stancato e
rigenerato. L’esperienza umana più bella della mia vita”.

L’intervento
del governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano

“Le conseguenze del declino della nostra nazione sono state
devastanti sulle nostre giovani generazioni. Niente sogni, niente progetti,
niente giovani. Le aziende italiane pubbliche e private all’asta, salvata dai
fondi di investimento o da oligopolisti che si appropriano degli asset
strategici della nostra industria, come nel caso dell’Ilva, imponendoci condizioni
capestro sul lavoro e sulla salute. Non ci sono altri progetti, abbiamo smesso
di pensare in grande. Non si azzarda e non si mantiene, come accade nelle case
degli anziani depressi, che non aggiustano la finestra rotta perché sanno di
non avere eredi che proseguiranno i loro sogni. Questa fiera doveva essere il
luogo dove economia nazionale, questione meridionale e relazioni internazionali
dovevano rilegittimare il genio italiano dopo il disastro della seconda guerra
mondiale. Qual è il progetto di paese che emerge dal contratto di governo che
pure ho giudicato in parte positivo nella misura in cui coincide con il programma
di governo della Puglia? Il Red, che qui in Puglia è in vigore da due anni e
che si chiama reddito di dignità, non è certo un progetto politico o economico
che tratterrà in Italia i nostri ragazzi migliori, ma al massimo coloro che non
ce l’hanno fatta. Una buona idea che sola non cambierà le sorti della battaglia
contro il declino del Paese. Denatalità, fuga degli italiani dall’Italia e
immigrazione di stranieri sono cose strettamente conseguenti. Senza i nati e
con la fuga dei giovani, siamo costretti a importare mano d’opera straniera”.

Flat
tax

“La via per salvare l’Italia e l’Europa ci sembra a portata
di mano, ma non credo che passi dalla flat tax, da un’aliquota unica al 15% per
tutti i redditi. Noi pensiamo che il rigore dei conti, per non essere iniquo,
debba essere accompagnato da politiche di riequilibrio fiscale, di spesa
corrente e per investimenti che portino tutte le aree del paese ad avere uno
sviluppo economico armonico ed un’equa distribuzione del reddito procapite. Insomma
presidente c’è bisogno di giustizia sociale per ottenere la partecipazione di
tutti gli italiani alla lotta per far risorgere l’economia, non solo di un
capro espiatorio con la pelle nera”.

“Siamo la regione col mare pulito e con i depuratori in
ordine, con rivoluzionari sistemi di recupero dei reflui al fine di
riutilizzare in agricoltura l’acqua che faticosamente portiamo in Puglia dalle
altre regioni. Bellezza, acque, cultura, mare, satelliti, aerei, farmaci di
avanguardia, aeroporti con milioni di passeggeri, il progetto dello spazio
porto di Grottaglie dal quale potrebbero decollare gli aerei suboribitali per il
trasporto di merci e per il lancio di minisatelliti pugliesi. Diamoci da fare
presidente, innamoriamoci di questi progetti concreti”.

Tap

“Spieghiamo che a noi il gasdotto TAP non piace, ma che se
proprio lo dobbiamo tenere è meglio fare meno danni possibili facendolo
approdare dove il gas della dorsale SNAM già esiste e non 50 chilometri più a
Sud, per poi costruire a spese degli italiani, il gasdotto on shore che lo
riporti a Mesagne, come nella ammuina falsamente attribuita alla marina borbonica”.

Ilva

“Un cittadino mi chiede di non mollare la partita della salute
e dell’ambiente di Taranto. Ecco perché oggi è mio dovere continuare a
insistere sulla trasformazione dell’alto forno 5 attualmente non funzionante in
due forni elettrici alimentati a gas o a idrogeno, adesso anche questo governo
ha deciso di tenere aperta la fabbrica. Perché ogni altra tecnologia di contenimento
delle fonti inquinanti diversa dalla decarbonizzazione sarebbe inutile. L’acquirente
ha dichiarato nell’ultima riunione al Mise che l’unica cosa che impedisce la
decarbonizzazione è il costo del gas. Il carbone costa poco perché chi lo vende
e chi lo compra non paga i costi umani, sanitari e ambientali del suo
riutilizzo. Mi auguro che si possa utilizzare la disponibilità del ministro
degli esteri dell’Azerbaijan (fornitura di gas a prezzo calmierato, ndr) ai
fini di tutela ambientale sanitaria per convincere l’acquirente Ilva a decarbonizzare
tutta la fabbrica e non solo l’Afo5. Sottrarre Taranto e la sua provincia alla
monocultura dell’Ilva è possibile e doveroso”.

Ospedali

 “Stiamo investendo
48 milioni di euro in 5 anni per diventare il punto di riferimento della
ricerca italiana insieme alle nanoscienze del CNR di Lecce, all’Irccs ongolocio
e al Policlinico di Bari. Non abbiamo chiuso nemmeno un ospedale, ma riconvertito
quelli inutili e pericolosi in strutture di lungodegenza per malattie croniche
o riabilitative, utilizzando meglio il personale. La nostra regione sta,
nonostante gli ostacoli, spendendo bene le risorse che il Paese e l’Europa le ha
messo a disposizione. Da pugliese a pugliese volevo dirle che ho apprezzato il
suo stile, il suo approccio alle questioni, il suo sguardo di verità. Chi prima
di lei ha tradito le nostre aspettative e ci ha mancato di rispetto non è stato
più accolto con lo stesso sincero calore col quale le diamo il bentornato nella
terra che con orgoglio rivendica di averle dato i natali”.

L’intervento
del presidente dell’Ente Fiera, Pasquale Casillo

“Metterò a disposizione la mia esperienza, le mie conoscenze,
ma anche il mio approccio ai problemi frutto della mia professione di
imprenditore. Concretezza, coerenza, sistema e responsabilità saranno le parole
chiave per raggiungere gli obiettivi. Saranno questi i concetti chiave ai quali
ispireremo l’azione di questo ente, cercando di recuperare e rinsaldare il
valore simbolico che esso ha assunto in più di ottant’anni di storia in materia
di sviluppo economico, culturale e sociale del nostro meridione d’Italia”. 

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