“Questa terra non è in vendita”, “M5s
dimettetevi”: è quanto scritto sui manifesti degli attivisti No Tap nel
corso della manifestazione organizzata questa mattina sul lungomare di San Foca
di Melendugno contro il governo Conte e contro la costruzione del gasdotto Tap
che ha recentemente ricevuto l’avallo di legittimità dall’esecutivo.

L’incontro si è svolto davanti alla Torre della marina di
Melendugno, luogo simbolo delle battaglie dei No Tap. Il leader del
movimento No Tap, Gianluca Maggiore è tornato a chiedere le dimissioni dei
portavoce pentastellati eletti in Salento.

Alcuni attivisti hanno bruciato le proprie tessere
elettorali e le foto che ritraevano i volti dei parlamentari del M5S eletti in
Salento, compresa quella della ministra del Sud, Barbara Lezzi, e il simbolo
del Movimento pentastellato. Lo hanno fatto perché – hanno spiegato – si
sentono traditi da coloro che aveva promesso in campagna elettorale che il
gasdotto Tap sarebbe stato bloccato in due settimane, invece il governo Conte
ha ora avallato la costruzione dell’opera.

 

I No Tap “non hanno mai calcato i nostri
palchi” durante la campagna elettorale “né condiviso la battaglia con
noi. Questo è legittimo ma allora sono gli ultimi a poter chiedere le mie
dimissioni”. Lo ha detto il ministro per il Sud Barbara Lezzi su Facebook
sottolineando di non voler rispondere al portavoce dei No Tap Gianluca
Maggiore. “Durante e prima della campagna elettorale sono stata contestata
dai No Tap, con i quali non ho mai avuto un buon rapporto” ha aggiunto per
poi concludere: “non ho dato alcuna autorizzazione a Tap e mi trovo purtroppo
a dovere decidere se bloccare l’opera facendo ricadere dei costi esorbitanti
sul Paese”.

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