Il
Maestro Bosso è un musicista: è un compositore, un pianista, un direttore
d’orchestra;

Il
Maestro Bosso è un intellettuale raffinato: interroga di sovente i filosofi
greci, cita Nietzche e gli aforismi di Beethoven;

Il
Maestro Bosso è un disabile: è un uomo da anni costretto all’immobilità che per
spostarsi nel mondo ha bisogno di una sedia, una sedia a rotelle.

Eppure
Ezio Bosso “danza”: danza
quando ti parla con un filo di voce, quando dirige con maestria potente le
“nostre” orchestre, quando guardandoti, sommessamente, ti sorride e sussurrando
ti dice: “io ci sono, e ti ascolto”.

 

Questa
mattina in un’ “Aula Consiliare” gremita presso il Tribunale della nostra città
Ezio Bosso ha tenuto una Lectio Magistralis per conto dell’Ordine degli
Avvocati di Bari sul tema “Il Diritto all’Ascolto”: un’iniziativa inserita nel
più generale progetto “MusicaLex” teso a creare un inedito connubio fra la pratica
musicale e quella forense perché Musica e Legge non possono prescindere,
entrambe, da una pratica “attiva” dell’Ascolto.

Venerdì
sera nel Teatro Petruzzelli Ezio Bosso dirigerà l’Orchestra della Città
Metropolitana di Bari per un concerto a sostegno dell’Educazione musicale a
Scuola; con i proventi infatti ricavati dalla vendita dei biglietti l’Ordine
degli Avvocati acquisterà strumenti musicali che verranno poi donati alle
Scuole Secondarie di Primo grado “Amedeo D’Aosta” e “Nicola Zingarelli” dove da
anni sono attivi corsi ad indirizzo musicale.

“L’Ascolto
può essere pericoloso perché è fragile; lo riteniamo una pratica secondaria, in
un certo senso ce ne difendiamo perché ci mette in discussione mettendo in luce
le nostre debolezze”.

Così
ha esordito il Maestro sorridente che ci ha parlato con incedere lento portandoci
nel significato più profondo delle parole, raccontandocene il ritmo e la
melodia.

Ecco
allora che l’invito fatto è quello di trovare il modo di valorizzare ogni
strumento dell’orchestra, di cercare il senso nell’azione di ciascuno, di fare
emergere il talento del primo violino e di trovare anche il coraggio di rallentare
affinché nessuno resti indietro.

La
riflessione allora più importante è proprio quella intorno alle ragioni del Silenzio:
“dobbiamo fare attenzione ed ascoltare soprattutto i silenzi perché il silenzio
è Tensione e la tensione è la più importante manifestazione dell’Amore”.

Non
c’è Musica allora senza “esercizio della disciplina dell’ascolto” che è
innanzitutto “attenzione primaria agli ultimi” (“sono loro il vento che faranno
diventare quattordici violini musica che suona all’unisono”, ci è stato detto).

Questa
mattina nell’incontro “storico” con un Musicista così eclettico ed originale
abbiamo provato una grandissima commozione: abbiamo ascoltato un invito
autentico alla Fiducia perché “non esiste l’ultima nota, è da lì che inizia la
nota di un altro”.

Sento
che la Lezione più importante che ci lascia Ezio Bosso oggi è che ognuno per
come può è chiamato a “fare Musica” perché in questa grande Arte c’è spazio per
i primi e per gli ultimi, per i rapidi e per i lenti, per i grandi e per i
piccoli.

Per Tutte
e per Tutti NOI.

 

 

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