Una vocazione tramandata da tre generazioni. Una passione
tra stoffe e merletti cominciata nel 1955. Donatella Piccarreta ha ereditato
l’amore per gli abiti da sposa dai nonni paterni che da metà del novecento
creavano abiti da sposa in un piccolo negozio a Bari. Nonna cuciva e nonno
comprava i tessuti ai tempi in cui il Made in Italy era cosa scontata. Oggi,
che sia una quarantenne a decidere che gli abiti da lei firmati siano creati
solo con stoffe nostrane è una notizia “d’altri tempi”.

Dopo una lunga esperienza nella capitale, Donatella torna a
Bari per seguire l’azienda di famiglia con una doppia intenzione: difendere la
tradizione ereditata e continuare a produrre abiti e accessori nella fabbrica
di famiglia, ma con una esperienza settoriale in più. Donatella realizza i suoi
abiti direttamente sui manichini affiancata da sarti di esperienza. Il capo
viene quindi prima immaginato, poi realizzato con un lavoro artigianale e di
qualità.

“Seguo tutti i passaggi della produzione, dal primo
all’ultimo, con quindici sarti che lavorano con la nostra azienda da tantissimi
anni” spiega Donatella. Con un unico must: stoffe made in Italy. E se è
vero che sono molte le fabbriche che scelgono di realizzare alcuni passaggi
della produzione fuori dall’Italia, è anche vero che in molti ancora credono
che la qualità italiana non esista altrove.

“Ci sono ancora aziende disposte a puntare sulla materia
prima e sulla manodopera italiana. È un sacrificio che fa la
differenza”. Lo sa bene il fratello di Donatella che a Miami gestisce un
atelier dove vende solo abiti realizzati nella fabbrica di famiglia. Il
giorno del proprio matrimonio resta – secondo la stilista – il più grande sogno
per tutte le donne che nella scelta dell’abito perfetto hanno bisogno di essere
seguite e consigliate al meglio.  “L’abito da sposa deve rispecchiare
la personalità di chi lo indossa. Anche se la moda fa da padrona almeno
nell’idea iniziale” spiega. Nell’anno appena trascorso a dettare legge è
stato il matrimonio di Meghan e Harry di Inghilterra.  “Una conferma
– racconta – del ritorno alla cerimonia romantica. D’altronde il giorno del sì
arriva una volta nella vita e noi siamo qui per contribuire a renderlo
perfetto”.

 

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