“Le imprese creative pugliesi crescono più del doppio
della media nazionale”. È uno dei dati più interessanti del nuovo rapporto
“We Are Creative in Puglia – I numeri e il rapporto sulle imprese
culturali e creative in Puglia”, che è stato presentato all’Officina degli Esordi, il laboratorio urbano della città di
Bari.

We Are Creative in Puglia – I numeri e il rapporto sulle
imprese culturali e creative in Puglia è la terza edizione della ricerca
dedicata all’economia della cultura e della creatività in Puglia promossa
dal Distretto Produttivo Puglia Creativa e realizzata dallaFondazione
Symbola.

Il report contiene, in cifre, il posizionamento
dell’economia culturale e creativa pugliese, raccontandone peculiarità e
debolezze. Arte, design e bellezza sono sempre più veicoli di competitività per
le imprese e volano per la crescita e lo sviluppo dei territori, oltre che
fonte di occupazione di giovani, donne e laureati.

Il comparto dell’industria creativa italiana presenta un trend
di sviluppo molto interessante. E lo è ancora di più se si guarda alla Puglia.
Questa è la dimostrazione di come cultura e creatività rappresentino insieme un
settore strategico della nostra regione, con una forte occupabilità.
Analizzando il numero dei lavoratori nelle imprese creative, si calcolano circa
sessantamila dipendenti, per la maggior parte a tempo indeterminato e con una
retribuzione del 15% superiore alla media pugliese. Siamo un settore in forte
espansione, ma abbiamo la necessità di favorire la cooperazione tra le parti
sociali e le politiche di sviluppo. La nostra è una Regione forte nella
produzione agricola ma debole nei processi di trasformazione e comunicazione
delle attività fonte di ricchezza per il nostro territorio. Per questo come
Distretto Creativo stiamo cercando di rilanciare l’economia regionale,
introducendo in essa cultura e creatività tramite l’applicazione di nuove
tecnologie al ciclo di produzione tradizionale.

In questo modo andiamo a favorire la crescita di un nuovo
sistema industriale 4.0 anche grazie al dialogo che stiamo instaurando con
tutte le parti sociali coinvolte nel processo e che oggi sono qui presenti per
trovare insieme la strada di sviluppo economico più efficace, ha
dichiarato Vincenzo Bellini, presidente del Distretto Produttivo Puglia
Creativa. In questo quadro generale, che lascia ben sperare in una crescita
ancora più alta nei prossimi anni, Bari è leader a livello nazionale: quinta
nella classifica delle province italiane nel settore comunicazione e branding,
ottava nelle performing art, seguita a ruota da Taranto al 10° posto.

Nel 2017 il valore aggiunto della filiera del sistema
produttivo culturale e creativo incide, in Puglia, per il 4,2% del totale
della ricchezza complessivamente prodotta a livello regionale; 1,8 punti
percentuali in meno della media nazionale. Una quota che sale di un decimo di
punto (4,3%) se si analizza il dato sull’occupazione (2.756 addetti).

I dati mostrano un mosaico territoriale variegato. Bari, capoluogo
traina il risultato pugliese, contribuendo alla produzione di quasi la metà del
valore aggiunto creativo e culturale della regione (5,3% di valore aggiunto e
occupazione provinciale).

Al contrario, il risultato peggiore è associato alla provincia
di Foggia 3,2% dell’intera ricchezza locale; leggermente migliore è
l’incidenza dell’occupazione, pari al 3,5%. Ma il dato più evidente è che il
ritardo strutturale del Sistema Produttivo Culturale e Creativo
pugliese appare sensibilmente ridotto rispetto a quello degli anni scorsi.
Rispetto al 2011, infatti, il valore aggiunto della filiera pugliese
registra un incremento medio annuo pari all’1,5%, più che doppio rispetto a
quello nazionale. Tra le province, le dinamiche più accentuate riguardano Bari
(+2,1%) e Brindisi (+1,9%). Va male Taranto, unica in territorio negativo
(-0,1%). Analoghe considerazioni valgono per quel che riguarda l’andamento
occupazionale: il ritmo medio annuo di crescita è stimato nell’ordine del
+1,0%, sei decimi in più di quanto registrato dall’intera penisola (+0,4%). A
trainare il dato pugliese hanno contribuito soprattutto le performance delle
province di Brindisi (+1,3%) e di Bari (+1,4%). Anche in questo caso, però, la
provincia di Taranto registra una contrazione media annua, stimabile nel -0,3%.

La tendenza di medio periodo appare rafforzata dai dati
riferiti all’ultimo anno. In un solo anno (tra il 2016 ed il 2017), infatti, il
valore aggiunto prodotto dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo pugliese è
cresciuto di 4 punti percentuali, il doppio di quanto registrato a livello
nazionale (+2,0%). Tale andamento è sostenuto in particolar modo da Taranto
(+4,6%) e da Lecce (+4,3%), anche se tutte le province della regione si
collocano su un ritmo di crescita superiore a quello italiano. Stesso dicasi
per l’andamento della forza lavoro impiegata. Il numero di occupati culturali e
creativi registra un incremento del +3,7%, rispetto al +1,6% evidenziato per
l’intero Paese. La dinamica è trainata in particolar modo dalla provincia di
Bari (+4,1%) e da quella di Taranto (+4,0%), in netta ripresa rispetto
all’andamento registrato negli anni precedenti.

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