“Le regioni hanno funzionato e funzionano
meglio dello Stato centrale. Riescono a gestire meglio la sanità, le esigenze
delle persone, gli aiuti alle imprese, i rapporti con l’Europa. E questo era
stato previsto dai padri costituenti tanti anni fa”.

Lo ha detto il presidente Michele
Emiliano intervenendo questa mattina a Roma al Confronto interregionale
promosso dalla Conferenza delle Regioni “Dopo l’emergenza la ripartenza: le
proposte delle Regioni e delle Province autonome” nell’ambito delle celebrazioni
per i 50 anni delle Regioni italiane.

Tutti i presidenti di Regione
hanno incontrato al Quirinale il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presentando un documento congiunto.

“Naturalmente – ha proseguito Emiliano –
noi chiederemo che questo sistema regionale possa essere rafforzato, chiarendo
i dubbi sulle competenze che qualche volta rallentano il funzionamento sia
dello stato centrale che delle regioni, ma soprattutto di investire di più
sulle persone, sui servizi alle persone.
Il welfare, la scuola, la sanità seguite più da vicino da parte delle regioni
funzionano meglio e si adattano di più alle realtà territoriali che ovviamente
sono inevitabilmente diverse”.

“I padri costituenti – ha aggiunto –
sapevano che lo Stato centrale spesso è imperfetto, distante, alle volte non
riesce a tradurre bisogni, sogni e sensazioni in attività di governo concreta e
quindi concepirono il regionalismo come una sorta di rimedio alla
centralizzazione che tanti danni aveva fatto all’Italia, che si era sì unita ma
non aveva superato la questione meridionale. Le Regioni mostrano ancora oggi di
avere velocità e modernità straordinarie, riescono a dialogare con l’Europa
quotidianamente meglio dello Stato centrale, governano sia gli assetti
strategici che le questioni locali con maggiore padronanza e soprattutto
costituiscono nel momento del bisogno, mi riferisco alla Protezione civile
nell’emergenza covid, una spalla fondamentale per il Governo nazionale, perché
senza le Regioni, molte delle attività che vengono sviluppate sul territorio
sarebbero impossibili. Questi primi 50 anni sono trascorsi in una sorta di rodaggio, i prossimi
vedranno protagoniste le Regioni perché assicurano la connessione sentimentale
e pragmatica del popolo italiano col proprio Governo”.

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