Il Comune di Bari, come previsto dalla direttiva emanata dal
Ministero dell’Interno il 26 agosto scorso per la programmazione di un piano
straordinario finalizzato all’attività di prevenzione e contrasto al fenomeno
dello spaccio nei pressi degli istituti scolastici per l’anno scolastico
2018/2019, ha presentato in questi giorni, in sede di Comitato per l’ordine e
la sicurezza pubblica, il progetto “Scuole sicure”, redatto in base
alla quota di finanziamento spettante al capoluogo pugliese pari a 81.500 euro.

Il progetto, a cura della Polizia locale in accordo con gli
assessorati alle Politiche educative e ai Lavori pubblici del Comune di Bari,
prevede l’installazione di cinque sistemi di videosorveglianza, nel rispetto
delle norme di garanzia della privacy, da ubicare nelle aree adiacenti ad
alcuni istituti scolastici, il rafforzamento e l’incremento dei servizi della
Polizia Locale al fine di poter raccogliere, custodire e diffondere
informazioni rilevanti per la tutela degli studenti e la realizzazione di
un’attività di informazione, sensibilizzazione e prevenzione negli istituti scolastici,
con l’obiettivo di rendere consapevoli gli studenti degli effetti devastanti
dell’uso di droghe e sostanze psicotrope.

Per quanto riguarda la videosorveglianza, come accade per
le attuali telecamere, i cinque sistemi saranno connessi con la sala operativa
della Polizia locale e della Questura di Bari e, ove predisposta la relativa
infrastruttura di collegamento, anche con la sala del Comando provinciale dei
Carabinieri. Rispetto alle attività già garantite dalla Polizia locale, è
previsto un rafforzamento del presidio nei pressi degli istituti più
frequentati e sprovvisti di videosorveglianza esterna, attraverso l’impiego di
un numero maggiore di agenti e l’aumento del monte ore.

Infine, l’assessorato alle Politiche educative e giovanili
si impegnerà a delineare i percorsi di formazione e sensibilizzazione insieme
alle associazioni studentesche, alle realtà impegnate per la promozione della
legalità e agli operatori del settore socio-sanitario.

“Il fenomeno dello spaccio e del consumo di droghe tra
gli studenti e, più in generale, tra i giovani non si contrasta esclusivamente
con la videosorveglianza o aumentando i controlli nelle immediate vicinanze
della scuola – spiega Paola Romano -. Bisogna lavorare molto di più e
in maniera costante sull’informazione e sulla prevenzione, rendendo i ragazzi
stessi parte attiva di questo percorso. Di qui il coinvolgimento delle
associazioni studentesche come protagoniste dell’attività di formazione da
realizzare all’interno degli istituti con i loro coetanei e dei servizi
pubblici sanitari.

La somma destinata al capoluogo in questa prima fase è
molto esigua e consente l’acquisto di soli 5 sistemi di sorveglianza, che si
aggiungeranno alle oltre 250 telecamere già disseminate sul territorio
cittadino. Per questo posizioneremo i dispositivi nei pressi delle scuole non
munite di telecamere e con il maggior numero di studenti. Molte attività di
informazione vengono già organizzate dalle singole scuole: la grande sfida,
adesso, è quella di coinvolgere nuove associazioni e la rete dei soggetti
pubblici e privati accreditati al servizio sanitario regionale, per far sì che
lavorino insieme ad un unico progetto finalizzato a sensibilizzare i ragazzi
rendendoli consapevoli dei rischi conseguenti all’acquisto e al consumo di droghe”.

 

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